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IL COMITES CHE VORREI … I CANDIDATI (quarta puntata)

  • Writer: Alessandro Gaglione
    Alessandro Gaglione
  • Nov 22, 2025
  • 2 min read

22-11-2026 Premessa fondamentale: riconosco che questa quarta “puntata” di pensieri e proposte -a titolo personale e derivanti esclusivamente dalla mia esperienza decennale a contatto con i Comites- in effetti si dovrebbe chiamare “il Comites dei sogni”, in quanto mi rendo conto perfettamente che si tratta di proposte di difficilissima realizzazione … ma vorrei provare, come sempre, a dare il mio contributo alla discussione relativa ad un miglioramento di questo importante istituto di rappresentanza territoriale.

In merito ai candidati alle elezioni dei Comites, a mio avviso, come prima cosa non si dovrebbe prescindere da una forma di esperienza (i) pregressa nel mondo dell’Associazionismo dell’emigrazione, delle Istituzioni legate all’emigrazione o similari oppure (ii) successiva alle elezioni (magari con una “formazione” di base iniziale tenuta delle Autorita’ diplomatiche in tema di funzioni e gestione del Comites, delle scadenze, delle procedure, ecc.). A mio modesto avviso, una conoscenza preventiva della comunita’ italiana locale, intesa anche come conoscenza delle procedure, delle istituzioni, delle finalita’ della legge istitutiva dei Comites, ecc. permetterebbe alle Consigliere ed ai Consiglieri eletti di essere molto piu’ incisivi e rapidi nelle deliberazioni; inoltre, gli stessi non dovrebbero “imparare sul campo”, ma arriverebbero a ricoprire la carica gia’ con un minimo di esperienza. Molte volte, a mio avviso, l’elezione di un membro del Comites avviene senza una reale ponderazione del suo impegno pregresso nella collettivita’ e della sua reale conoscenza della stessa, ma avviene invece per la semplice appartenenza ad un gruppo, ad un’associazione, ecc. (il che non garantisce una effettiva competenza della persona in questione).

Come secondo aspetto relativo ai candidati, serebbe veramente utile studiare un meccanismo che regoli in qualche modo l’eventuale attivismo politico (partitico) dei Consiglieri del Comites, ovviamente DURANTE il periodo in cui un/una consigliere/a e’ in carica. Pertanto, NESSUN problema, secondo me, ad un’attivismo politico/partitico (in persona, sui social, ecc.) prima o dopo la carica di Consigliere ma, a mio modesto parere, non durante: se proprio una persona non riesce a limitare il suo attivismo politico/partitico in costanza di mandato come Consigliere del Comites, allora e’ liberissima di dimettersi. La ragione di questa mia osservazione, sta nel fatto che, purtroppo, molte volte – all’interno del Comites – determinate decisioni, discussioni, atteggiamenti, ecc. non restano solo sul piano del volontariato puro (cosi’ come dovrebbe essere), ma vengono (sicuramente, per la maggior parte delle volte, in buona fede) influenzate da retrospezioni di carattere politico/partitico, che nulla hanno a che vedere con l’oggetto della discussione. Si rischia, cioe’, di veder discutere e valutare proposte ed idee non solo per la loro reale incidenza e/o utilita’ per la comunita’ italiana, bensi’ (nel bene o nel male) anche in base a chi ha presentato la proposta, eventuali implicazioni della proposta in oggetto, ecc. e cio’, a mio avviso, costituisce il comportamento piu’ errato in assoluto da tenere in sede di Comites.

 
 
 

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